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Mercato immobiliare, cresce la quota di famiglie che possono comprare casa

Spiragli positivi all’orizzonte per la ripresa del mercato immobiliare? Sembra di sì, anche alla luce degli indicatori sull’andamento del settore. Gli ultimi dati aggiornati riguardano il 2018 e sono stati raggruppati nel Rapporto immobiliare residenziale dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Abi, l’Associazione bancaria italiana.
Ne viene fuori che il 2018 è stato un altro anno positivo: il quinto consecutivo per il mercato immobiliare italiano. Le transazioni chiuse sono state 580 mila, con un più 6,5% annuo. Si tratta del risultato migliore dal 2010. Mentre il fatturato ha superato i 94 miliardi di euro. Tra le città con i maggiori rialzi, si segnalano Bologna, Palermo e Napoli.
Per l’Abi si registra un forte incremento delle compravendite di case assistite dai mutui: negli ultimi cinque anni più 107%. (A fine 2018 l’indice era del 14,6%, 8 decimi in più dell’anno precedente, 10 punti percentuali più del punto di minimo del primo semestre 2012 e superiore di quasi 5 punti alla prima metà del 2004).
Indicatori positivi arrivano anche per il 2019. A marzo l’indice si sarebbe stabilizzato sugli elevati valori di fine anno scorso con circa 282mila acquisti di abitazioni ricorrendo a un mutuo ipotecario, in aumento dell’8,8%. Le banche hanno erogato in tutto 35,7 miliardi di euro, in media circa 126mila euro per ogni operazione, con una punta di circa 142mila euro al Centro. Il capitale erogato rappresenta circa il 71% della spesa di acquisto.
In crescita anche la quota di famiglie italiane per cui sarebbe possibile l’acquisto di una abitazione, grazie ad uno scenario di prezzi degli immobili residenziali sostanzialmente stabili e con l’ampio accesso al credito.
Secondo l’Abi questa quota si colloca al 78%, che rappresenta il valore massimo dal 2004.
Per quanto riguarda i numeri del rapporto Abi/Agenzia delle Entrate, l’incremento delle compravendite è stato più elevato nel Nord Est (+10,2%); seguono le Isole (+7,7%), il Centro (+6,4%), il Nord Ovest (+5,6%) e il Sud (+3,8%).


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