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La salubrità degli ambienti chiusi è legata anche alla temperatura, all’umidità e alla qualità dell’aria.

L’inquinamento dell’aria degli ambienti chiusi non si limita a quello biologico, ad esso vanno aggiunti quello chimico, quello fisico e soprattutto quello conseguente all’umidità.

Gli inquinanti sono presenti nell’aria di casa in concentrazioni tali che,  pur non determinando conseguenze acute immediate, sono tuttavia causa di effetti negativi sul benessere e sulla salute perché prolungato è il tempo di esposizione ad essi.

Anche a basse concentrazioni, infatti, essi possono provocare nel tempo problemi di salute delle persone più vulnerabili, che sono quelle che trascorrono più tempo negli ambienti chiusi: bambini, donne in gravidanza, persone anziane o con malattie croniche.

Ma quali sono gli accorgimenti da tener presenti per far sì che la casa abbia il giusto ricambio d’aria?

  • I muri devono traspirare: l’umidità interna va eliminata, diversi studi hanno dimostrato quanto sia bassa la percentuale smaltita attraverso le pareti, rispetto a tutta quella prodotta negli ambienti domestici;
  • E’ utile ventilare: il microclima interno è influenzato dalla ventilazione degli ambienti e dai ricambi d’aria, ma incidono sul bilancio energetico della casa, è quindi necessario rinnovare l’aria senza disperdere energia;
  • Soluzioni con una doppia intercapedine: una lamina d’aria sulla sommità e alla base dell’edificio isola e protegge. Favorisce lo scambio tra interni ed esterno, con vantaggi riscontrabili sulla qualità del microclima indoor. In più preserva la struttura da un rapido degrado.

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